diAry disponibile su Google Play

L’app diAry, Digital Arianna, è ora disponibile alla versione 0.1.1 in beta pubblica tramite Google Play. Per abilitare il download è necessario accedere alla beta pubblica, dopodiché sarà possibile installare l’app come di consueto.

Nota bene: chi ha preso parte ai beta test interni di diAry (tramite il canale di distribuzione Firebase / App Tester), deve disinstallare la versione precedente dell’app. Questo purtroppo comporta la rimozione di tutti i dati raccolti finora. Prima di disinstallare la precedente versione invitiamo pertanto i beta tester a riscuotere i WOM eventualmente disponibili come descritto nella release note del 10 aprile. I prossimi aggiornamenti verranno gestiti automaticamente da Google Play.

La pubblicazione su App Store per iOS richiede più tempo per l’approvazione da parte di Apple e dovrebbe seguire nei prossimi giorni.


Cosa fa diAry

diAry è uno strumento di responsabilità sociale ad uso personale, che permette all’utente di rendere più efficace il proprio contributo alla tutela della salute propria e altrui, accrescendo la consapevolezza dei comportamenti rilevanti ai fini del contenimento epidemico e conservandone memoria, nel pieno rispetto della privacy.

L’applicazione crea (e conserva per 30 giorni) una traccia locale degli spostamenti, ottenuta in modo automatico usando al meglio i sensori e i servizi di localizzazione di cui è dotato lo smartphone. Raccoglie solo poche informazioni, per ridurre il consumo di batteria e memoria.

La traccia automatica può essere arricchita dall’utente in tre modi:

  1. forzando l’aggiunta di punti alla traccia
  2. aggiungendo segnalazioni spontanee di situazioni degne di nota
  3. etichettando i luoghi visitati per riconoscerli più facilmente

I dati restano sempre sul telefono e sono a disposizione dell’utente, che può consultarli in tre modi:

  1. Sul quadrante di sintesi quotidiana
  2. Sulla mappa
  3. Esportandoli in formato CSV o JSON, per conservarli o elaborarli all’esterno dell’app.

Poichè diAry serve a tutelare la salute, il suo utilizzo ha un valore di responsabilità sociale che viene reso evidente da un punteggio attribuito quotidianamente in base al numero di ore di utilizzo dell’applicazione e al numero di ore trascorse a casa nel rispetto del lockdown.

Ogni giorno vengono calcolate statistiche di utilizzo anonime, che possono essere messe a disposizione di una banca dati aperta, per scopi di studio e ricerca. Il conferimento di dati statistici è un ulteriore contributo all’interesse collettivo, che viene premiato trasformando il punteggio giornaliero in WOM, voucher di impegno sociale.


A cosa servono i dati che diAry conserva sul telefono

I dati servono in tre modi.

Ad uso personale. Accrescono la consapevolezza dei propri comportamenti e ci aiutano a tenerne memoria.

A chi risulta positivo al virus. Offrono informazioni preziose per offrire piena collaborazione alle autorità sanitarie preoposte al contenimento epidemico.

A chi sia stato esposto a rischio di contagio. Permetteno di ricevere alert selettivi basati sul confronto tra i dati contenuti nel proprio cellulare e quelli diffusi dalle autorità sanitarie sui focolai di contagio. Questa funzionalità, chiamata call-to-action, verrà messa a disposizione dell’autorità sanitaria. Nell’ambito dei beta test verrà utilizzata solo per finalità di collaudo.


E il Bluetooth?

E’ la tecnologia utilizzata a livello internazionale per rilevare la prossimità di altri dispositivi mobili, tenendone traccia attraverso lo scambio di identificativi anonimi.

diAry è predisposta per tenere traccia anche di questo, ma questa funzionalità non è ancora implementata nella release 0.1.1. Occorre infatti attendere che a livello nazionale e internazionale venga scelto il protocollo da utilizzare. E’ importante notare che Google e Apple stanno collaborando per modificare il protocollo Bluetooth stesso, in modo da rendere i telefoni Android e iOS intrinsecamente pronti a supportare questa funzione, e che la Commissione Europea ha dettato linee guida di interoperabilità.

Diversamente dalla geolocalizzazione, che raccoglie informazioni comunque utili, la rilevazione di prossimità funziona solo se tutti i dispositivi utilizzano lo stesso protocollo e lo tengono attivo. Non appena il protocollo sarà scelto, diAry lo adotterà. In assenza di ulteriori indicazioni, la nostra scelta è coerente con la TCN-Coalition.


Cosa significa beta test?

Significa che in questo momento chiunque utilizzi l’applicazione contribuisce a collaudarne le funzionalità. E’ importante quindi essere consapevoli che l’applicazione è ancora in corso di sviluppo, che ha funzionalità non ancora attive e che quelle attive sono sottoposte a continui test. Qualsiasi malfunzionamento venga riscontrato deve essere segnalato e qualsiasi consiglio possa essere dato per migliorare l’esperienza d’uso e il funzionamento dell’app verrà preso in seria considerazione dagli sviluppatori.

Le 10 versioni precedenti alla 0.1.1. sono state scrupolosamente testate da più di 250 volontari, ai quali siamo molto grati per il prezioso contributo. Ora i beta test sono aperti al pubblico.

Chiunque utilizzi l’app in versione beta, è chiamato ad assumere una consapevolezza in più perchè sta partecipando a tutti gli effetti allo sviluppo dell’app.

2 commenti

  • Fabio ha detto:

    Salve un informazione volevo chiedere se per caso farete anche un tasto o qualcosa di simile per evitare che qualcuno lasci il cellulare a casa con l app attiva ed esca comunque?

    • Alessandro Bogliolo ha detto:

      Non vedo come si possa evitare questa eventualità, ma è importante osservare che l’app è innanzitutto uno strumento di responsabilità sociale e tutela personale. Quindi lasciarla a casa deliberatamente non avrebbe senso. Tanto varrebbe non usarla affatto.

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